I Milwaukee Brewers hanno vinto per la prima volta nella loro storia le World Series della Major League Baseball (MLB), sconfiggendo i Tampa Bay Rays per 4 a 1 in gara-5 e chiudendo la serie finale sul 4 a 1. La decisiva vittoria è arrivata nella notte italiana tra mercoledì e giovedì.
La squadra fu fondata nel 1969 come Seattle Pilots prima di trasferirsi nel 1970 a Milwaukee, in Wisconsin, assumendo un nome scelto in omaggio alla tradizione birraria locale. Nel loro percorso verso il titolo, i Brewers hanno eliminato anche i ricchissimi Dodgers di Shohei Ohtani vincendo tutte le partite della serie. Durante il cammino vincente si è distinta anche la terza partita, in cui la squadra ha segnato otto punti nel solo quinto inning, chiudendo l’incontro sul 10 a 1.
Il modello gestionale e i dettagli finanziari
Nonostante la franchigia paghi per gli stipendi dei propri giocatori meno della metà rispetto a squadre come Mets, Dodgers e Yankees, il successo dei Brewers è arrivato grazie a un approccio basato sulle statistiche e sulla valorizzazione di giocatori ritenuti erroneamente scarsi. Questo metodo ricalca la filosofia “alla Moneyball”, puntando su atleti poco considerati ma dotati di un grande potenziale secondo l’analisi dei dati.
Strategia di gioco e contesto del campionato
Il successo dei Brewers assume particolare rilevanza in un campionato come la MLB che non prevede un tetto salariale (salary cap
) complessivo per gli stipendi. La formazione si è imposta con una squadra giovane e ben organizzata, preferendo poche battute fuoricampo e molte battute rasoterra utili a favorire l’avanzata tra le basi rispetto alle giocate più spettacolari.
Worth a look